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Una breve biografia...
Alessandro Pajno nasce il 14/07/1971 a Napoli dove si laurea in Matematica nel 1997 ed attualmente lavora nel campo informatico.
E' possibile trovarlo da qualche parte nel territorio campano, nel senso che attualmente lavora a Battipaglia (Sa) ed i fine settimana bazzica tra Napoli o Scario (Sa) cittadina vicino Sapri (Sa) adiacente al confine della Campania con la Basilicata.
La sua attività ebbe una svolta con il conseguimento del suo primo brevetto subacqueo FIPSAS al diving PalinuroSub in Palinuro, realizzando cosi' un desiderio che coltivava da diverso tempo. Diventando poi un collaboratore della stessa struttura in qualità di guida subacquea, al termine del necessario iter formativo che lo ha portato a conseguire la qualifica di guida OAS.
Da sempre forte amante del mare (in tutte le sue sfaccettature), questo tipo di contatto con il mondo marino fece scattare in lui una forte passione per la biologia marina, che coltiva con studi su testi specifici e sul web, dove numerosi abbondano gli articoli scientifici.
Successivamente, vista la vastità delle grotte sommerse presenti nel promontorio di Capo Palinuro e della Costiera Amalfitana, la sua innata curiosità verso il mistero ed ovviamente la passione per la subacquea, lo hanno spinto a conseguire il brevetto di Speleologia Subacquea Fipsas, con la conseguente conoscenza della realtà animale e vegetale di quello specifico ambito.
Alcune pillole... di saggezza
Curiosità sulla cernia bruna
Osservazioni condotte in alcuni siti privilegiati hanno rivelato che le cernie sono gregarie e danno vita a colonie locali che tendono ad essere abbastanza costanti numericamente nel tempo, sebbene con importanti fluttuazioni stagionali, ma che sono composte da individui che tendono a cambiare gradualmente con arrivi e partenze che si succedono nel corso di alcuni anni. Gli esemplari più grossi, tuttavia, sembrano essere più stabili e rappresentare il centro di aggregazione della colonia. Dopo l'inverno, durante il quale la vita delle cernie rallenta e dimagriscono perché cacciano di meno e tendono a passare gran parte del tempo nelle loro tane, questi pesci diventano progressivamente più attivi e in primavera con il riscaldamento delle acque ricominciano a cacciare e a spostarsi tra aprile e giugno. La loro densità tende ad aumentare verso l'estate e raggiunge un massimo tra la fine di giugno e agosto ristabilendo un popolamento che all'interno delle colonie è abbastanza costante e che secondo alcuni è indispensabile forse alla buona riuscita della riproduzione. In questo periodo, infatti, si stabiliscono le gerarchie sociali e i maschi dominanti diventano aggressivi verso gli altri e le femmine più piccole. La riproduzione delle cernie avviene tra luglio e settembre ed è un evento collettivo che comporta la riunione di più individui sessualmente maturi in fondali riparati e tranquilli dove avviene il corteggiamento. In una notte di agosto, il maschio, che ha un harem di 5-7 femmine, nuota attorno alla femmina prescelta mantenendosi sopra di lei e inclinato su un fianco. La femmina, se gradisce, inizia lentamente a salire a spirale verso la superficie seguita dal maschio che mantiene la sua posizione. La danza si ripete più volte con i pesci sempre più vicini prima di raggiungere la perfetta sincronizzazione che consente al termine di un'ultima risalita verso la superficie di vedere la contemporanea emissione di uova e spermatozoi. La riproduzione dura alcuni giorni e sembra avvenire in correlazione con le fasi lunari e precisamente con il periodo di luna nuova. Le uova fecondate schiudono in poco più di due giorni. Le piccole cernie, dalla colorazione marezzata bruna e gialla, vivono anche in piccoli gruppi soprattutto in acque superficiali in zone ricche di anfratti. Curiosamente le cernie sono più colorate di quanto si creda e possiedono un vero e proprio linguaggio dei colori. Oltre alla solita livrea marmoreggiata, bruna con chiazze chiare la cui disposizione e forma è abbastanza caratteristica e costante da consentire il riconoscimento nel tempo dei singoli individui, grazie all?impiego dei metodi di foto-identificazione, i pesci possono mostrare una livrea aggressiva (corpo scuro con tre macchie chiare alla base della pinna dorsale) che caratterizza gli esemplari in fase di attacco. Esiste una livrea completamente scura anch?essa legata probabilmente all?aggressività. Queste tre colorazioni si possono vedere tutto l?anno. Nel periodo riproduttivo le femmine assumono una livrea chiara o con strie scure mentre i grossi maschi assumono una colorazione scura a strie argentate.
Pesce prete (Uranoscopus scaber)
Un inguaribile sedentario; le abitudini del pesce prete
Per Sub di Maggio 2002, Angelo Mojetta
Chiamato dagli anglosassoni "stargazen" ovvero "guardatore di stelle" per via dello sguardo sempre rivolto verso l'alto. La capacità del pesce prete di restare nascosto nella sabbia, lasciando sporgere solo gli occhi, è frutto di una particolarità anatomica: le narici non sono a fondo cieco, ma bensì sono collegate alla bocca, permettendogli quindi di "respirare" stando fermo (stessa caratteristica degli squali sedentari, ad esempio i nutrice). Il pesce è dotato, lungo il margine superiore dell'opercolo, di un'acuminata spina collegata ad una ghiandola velenifera in grado di arrecare fastidiose punture. Restando seppellito, attua la pesca d'assetto protraendo la bocca all'infuori e verso il basso al passaggio di qualche vittima particolarmente gustosa. Vicino alla bocca c'e' un "tentacolo" retrattile che agita a mò di esca per attrarre le potenziali vittime. I pesci prete fanno parte della categoria dei pesci elettrici in quanto dietro gli occhi dispone di organi atti a produrre scariche elettriche. Scosse brevi ma intense sono usate per stordire le vittime, per difesa, ma soprattutto in fase di riproduzione, che avviene tra la primavera e l'estate e che si svolge a suon di violenti scosse, che durano alcuni secondi, per avere un rapporto quanto più elettrizzante possibile. E' stato osservato in laboratorio che le scariche sono diverse nei 2 sessi, forse vengono utilizzate per comunicare in fase di corteggiamento. Il numero delle femmine dei pesci prete sovrasta di gran lunga quelle dei maschi, ed in più hanno abitudini diverse tant'è che 50 e 200 metri si ritrovano soltanto esemplari femmine. Le uova hanno sulla loro superficie, un reticolo ad esagoni e sono gallegianti.Le larve conducono vita planctonica fin quando da giovani raggiungono una taglia di 5 cm.